Il report è pronto: sarà
pubblicato ... appena possibile.
Intanto ecco la presentazione del viaggio, scritta sul
forum di Mototurismo prima di partire.
------------------------------------------------------------------------------------------
Tra 23 giorni parto, per il solito viaggio estivo.
Ormai la data è fissata: venerdì 13 giugno
(bella data vero? Lo noto solo adesso)
L’area del viaggio quest’anno sarà
i Balcani.
Tutti.
Perché i Balcani?
Una frase che ho letto in una firma di un mototurista,
dice “torno nello stesso posto quando ho visto
il resto del mondo”.
Non riuscirò a vedere tutto il mondo nella mia
vita. Nessuno può riuscirci. Ma forse potrò
almeno riuscire ad entrare con la moto in molti dei
circa 200 Stati di questa Terra.
Intanto ho cominciato con l’Europa. Fino ad oggi
ci sono solo due zone d’Europa in cui non sono
mai stato in moto: l’Irlanda e una parte dei Balcani.
Avendo appena rifatto il passaporto (necessario per
entrare in Tunisia, visitata a marzo) ho deciso di sfruttarlo
per i Balcani quest’anno; in Irlanda andrò
l’anno prossimo.
L’obiettivo iniziale erano 8 Stati (da me mai
visitati): Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Kosovo, Serbia,
Bulgaria, Moldavia, Transdnistria, Turchia.
Poi, raccogliendo le prime informazioni, ho scoperto
che la Serbia, se avessi tentato (come da programma)
di entrarvi dal Kosovo, mi avrebbe respinto, poiché
considera il Kosovo parte del proprio territorio, ritenendo
pertanto la mia entrata in quel paese illegale (non
avendo il mio passaporto il suo timbro, ma quello dell’amministrazione
dell’ONU).
Quindi, entrato in Kosovo, dovrò uscirne (verso
uno Stato che non sia la Serbia) e poi entrare in Serbia
(non dal Kosovo). Farò quindi Kosovo-Macedonia-Serbia.
A questo punto, però, mi rendo conto che (calcolando
anche i percorsi di andata e ritorno dall’Italia)
attraverserò tutti gli Stati dei Balcani tranne
l’Albania (già visitata nel 2006), e la
Grecia.
Decido quindi di includere anche questi ultimi Stati:
l’itinerario sarà pertanto:
Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro,
Albania, Kosovo, Macedonia, Serbia, Romania, Moldavia,
Transdnistria, Moldavia, Romania, Bulgaria, Turchia,
Grecia, Bulgaria, Serbia, Croazia, Slovenia, Italia
(in grassetto gli Stati mai visitati prima, in corsivo
quelli attraversati due volte in questo viaggio). Tutto
via terra, senza traghetti.
15 Stati; 21 frontiere. In 15 giorni. Circa.
Partenza a metà giugno, rientro: boh! A causa
della dubbia condizione delle strade e delle numerose
frontiere da attraversare (e anche dell’incerta
situazione politica di Kosovo e Transdnistria), questa
volta non riesco a programmare esattamente le tappe.
Tornerò quando avrò finito: sono solo
8.000 km, ma potrò metterci 10 giorni (non credo),
15, 20 o anche più.
Inoltre mi ritrovo un raduno Gold Wing (cui tengo in
modo particolare) il 14 giugno e un altro il 5 luglio,
entrambi nel nord Italia.
Decido quindi di partire direttamente dal primo raduno
e di cercare di tornare in tempo per il secondo.
Tenda no, non essendoci (o quasi) campeggi in zona.
Sacco a pelo sì (potrebbe essere utile, e poi
occupa poco spazio).
E’ un viaggio diverso dal solito. Meno programmato,
con tempi poco certi, con sistemazioni per la notte
tutte da “improvvisare”; con molti dubbi
sulla situazione politica locale, soprattutto per Kosovo,
Serbia e Transdnistria.
- Kosovo. Il ministero degli esteri italiano sconsiglia
di viaggiare in Kosovo. Soprattuto da soli. E io sarò
da solo e in moto. Come dire: il bersaglio più
facile. Sono sconsigliate però soprattutto le
zone serbe; che io eviterò.
- Serbia. In questo momento gli “occidentali”
non sono molto ben visti, a causa dell’appoggio
dell’Unione Europea all’indipendenza del
Kosovo.
- Transdnistria. Questo Stato ufficialmente non esiste.
Ma in pratica sì: provate infatti ad entrarci
dalla Moldavia: c’è una vera frontiera,
con tanto di armati di guardia e per entrare si paga
un visto sul posto. Mi fanno ridere quando dicono “Stato
autoproclamato”! Tutti gli Stati sono “autoproclamati”;
non ricevono certo la loro legittimazione dall’esterno,
ma dalla forza che hanno di imporsi, nei fatti, come
Stato indipendente.
Mi piace questa incertezza generale. Un viaggio “diverso”
dai soliti. Vedremo come andrà. |